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Sei in: Fare l'Italia, fare gli italiani - Il biennio 1848-1849 - 3 SOGGETTI E PROTAGONISTI - Ugo Bassi 

Ugo Bassi

Ugo Bassi nacque a Cento nel 1801. Entrò nell’ordine dei Barnabiti e pronunciò i voti perpetui a soli vent’anni. Divenne un predicatore famoso e prestigioso per la figura elegante, lo sguardo magnetico, le parole infiammate e la voce calda e vibrante. Viaggiò attraverso l’Italia, soggiornando a Napoli, Torino, Bologna, Cesena, Milano. Era conosciuto e ammirato per le prediche in cui dava testimonianza di grande fede, di ideali elevati, pur vivendo personalmente in povertà.
Proprio la fede e gli ideali di giustizia e carità che lo animavano lo indussero ad avvicinarsi ai patrioti. Il suo nome di nascita, Giuseppe, fu da lui sostituito con Ugo in omaggio al poeta Ugo Foscolo, patriota ed esule.
Era ammirato da molti, ma anche sorvegliato dalla polizia austriaca per sue prediche, in cui denunciava la corruzione del clero, le ingiustizie del governo e dei potenti, la complicità dei gesuiti.
Fu accusato dall’autorità ecclesiastica di essere massone e a stento il suo ordine lo scagionò.
Si trovava ad Ancona nel 1848 mentre si radunavano i volontari in partenza per la Prima guerra d’indipendenza. Ugo Bassi decise di unirsi a loro e partire per la guerra come cappellano, con l’approvazione del vescovo.
Fu ferito a Treviso il 12 maggio del 1848 e fu trasferito a Venezia ospite di Daniele Manin.
Scese poi verso Roma e combatté a fianco di Garibaldi. Il 2 luglio pronunciò l’orazione funebre per Luciano Manara che si trasformò in una violenta invettiva contro il clero e il papa. Anche Ugo Bassi era ormai deluso da Pio IX in cui aveva molto sperato durante i primi mesi di pontificato.
I difensori della Repubblica Romana nel luglio1849 venivano sconfitti e Ugo Bassi con Garibaldi, la moglie Anita, Francesco Nullo, Giovanni Livraghi, Ciceruacchio e altri volontari fuggì verso Venezia.
Nei pressi di Comacchio fu catturato dai gendarmi pontifici, trasferito a Bologna e fucilato per ordine degli austriaci senza processo l’8 agosto 1849 insieme a Giovanni Livraghi.
L’orrore di questa sommaria esecuzione fu grande presso i patrioti e la popolazione al punto che le autorità austriache, temendo pellegrinaggi sulla sua sepoltura, esumarono di nascosto la salma trasferendola nel cimitero di Certosa.

Anonimo_-_Ugo_Bassi_condotto_al_patibolo

Ugo Bassi e Giovanni Livraghi condotti al patibolo

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