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Sei in: Fare l'Italia, fare gli italiani - L'impresa dei Mille - 3.1 SOGGETTI e PROTAGONISTI - Gli eserciti - Gli stranieri nel racconto di Abba

Gli stranieri nel racconto di Abba

Queste testimonianze ricavate da Giuseppe Cesare Abba Da Quarto al Volturno. Noterelle d’uno dei Mille ci dicono quanto condiviso fosse fra gli europei l’interesse e la partecipazione per l’impresa garibaldina.

 

 


Missilmeri, 22 giugno.
 
Il generale Türr gli si è riaperta la ferita, e ha dato sangue dalla bocca. Da quando entrammo in Palermo, quest’uomo ha fatto tanto che si è ridotto un’ombra. La brigata è afflitta, perché si teme che egli debba lasciarci. Lo vidi un istante, smunto, pesto negli occhi, le labbra pallide, il petto che pare schiacciato. Ma che sia davvero quel sottotenente degli Ungheresi passati nel mio villaggio l’anno quarantanove, dopo la battaglia di Novara? Li ricordo come li vedessi ora. Erano forse cento bei giovani, che portavano una gran bandiera tricolore; le loro persone alte s’avanzavano mezzo nascoste nel polverìo della strada al sole di marzo, e quando imboccarono il ponte gridarono: Elien Elien! alla gente corsa ad incontrarli. Quel sottotenente in mezzo a quei soldati mi pareva tanto allegro, e tuttavia mi si stringeva il cuore sentendo dir da mio padre: Sono Ungheresi, gente che l’Austria fa patire!

 

 

 


25 d’agosto. Spiaggia del Faro.
 
A Bagnara, là in faccia, sulla sponda Calabrese, gran lutto. Ieri, mentre sbarcavano quelli del Cosenz, fucilati dai Napoletani del general Briganti, cadde morto La Flotte nella sua camicia rossa di colonnello garibaldino. Narrano che mentre s’imbarcavano qui al Faro, il maggiore Specchi volle dargli una rivoltella, e ch’egli sorridendo e ringraziando avrebbe voluto non accettarla; perché, disse, al primo colpo che avesse tirato contro un uomo, un altro avrebbe ucciso lui. Dunque voleva andar tra i nemici come il vecchio eroe dell’Henriade, che si cacciava nella mischia, sempre esposto a morire senza ammazzare mai? – La Flotte morì.

Ma il Dittatore lo fa vivere per la gloria della Francia e dell’umanità, gridandolo nell’ordine del giorno con parole che valgono ben più d’ogni vita. Dormirà La Flotte nella poetica terra di Calabria, che tanto ora è sua più che nostra: lo nomineremo noi, tutta la guerra, perché dicono che da lui sarà chiamata la compagnia di quei dugencinquanta francesi, venuti a portarci il fiore del loro coraggio.

 


Da Abba G.C., Da Quarto al Volturno. Noterelle d’uno dei Mille, in: http://www.liberliber.it, pp. 124-125 e 162-163.
 

Guida alla Lettura

1) Nella battaglia di Novara (29 marzo 1849) i soldati ungheresi combattono a fianco dei piemontesi di Carlo Alberto contro gli austriaci.

  • Ti sembra verosimile che nella loro fuga passassero dal paese di Abba, Cairo Montenotte, nell'entroterra di Savona?

  • Verso quale nazione scappano?

  • Perché?

  • Che cosa rischiavano se fossero stati catturati dagli austriaci?

 

2) In quale fase della Spedizione dei Mille muore La Flotte? Dove e per mano di chi? In proposito puoi consultare l'unità Cronologia e percorso della spedizione.

 

3) Chi viene definito il «Dittatore»? Perché e in nome di chi assume questa carica? In proposito puoi consultare l'unità Il decreto sulla dittatura.

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