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Bersaglieri e corazzieri

Il corpo militare più noto è probabilmente quello dei bersaglieri.

La partecipazione dei bersaglieri alle parate militari attira sempre l’attenzione perché sfilano (unico corpo militare al mondo) a passo di corsa, accompagnati dal suono delle fanfare.

Pittoresco è anche il cappello ornato da una cascata di piume nere che ondeggiano nella corsa. Si porta inclinato sull’orecchio destro perché in origine doveva servire a schermare dal sole l’occhio destro mentre il soldato prendeva la mira.

Il corpo dei bersaglieri fu ideato dal generale Alessandro La Marmora nel 1836, come un corpo di fanteria leggera, dotata cioè di armi leggere e veloci (il fucile a retrocarica) e addestrata non agli scontri in linea, ma a rapidi spostamenti, ad azioni veloci con aggregazioni variabili e funzionali alle caratteristiche del terreno e dello scontro. Dopo una decina di anni di reclutamento e addestramento, i bersaglieri furono impegnati per la prima volta nella battaglia di Goito durante la Prima guerra d’indipendenza (8 aprile 1848).

Furono impiegati nella guerra di Crimea e combatterono nella battaglia della Cernaia (1855). Gli zuavi francesi, ammirando il loro coraggio, regalarono ai bersaglieri il proprio copricapo: un fez rosso con una lunga nappa turchina, e questo copricapo divenne anche esso parte della divisa dei bersaglieri, nei momenti di lavoro o di riposo.

I bersaglieri furono utilizzati anche nelle operazioni di repressione del brigantaggio. L’impresa per cui sono infine ricordati è la breccia di Porta Pia attraverso la quale entrarono in Roma a passo di corsa nel 1870. In ricordo di quel momento la corsa è il modo consueto di sfilare dei bersaglieri.

La velocità di spostamento fu potenziata, alla vigilia della Prima guerra mondiale, con l’utilizzo delle biciclette e la creazione di un battaglione volontario di bersaglieri ciclisti.

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Silvestro Lega, Ritorno dei bersaglieri da una ricognizioneGalleria Nazionale d'Arte Moderna, Firenze

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Fez da bersaglieri dell'esercito italiano

Il fez rosso con la nappa turchina, da alcuni anni è stato sostituto da un basco nero.

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Cappello piumato dei bersaglieri dell'esercito italiano

Molti reparti speciali derivano il proprio nome da particolari armi o dettagli dell’uniforme che usavano: lancieri (da lancia), corazzieri (da corazza). Questi reparti hanno oggi una funzione di rappresentanza e partecipano a parate e rievocazioni storiche. I corazzieri, inoltre, costituiscono la guardia d’onore del Presidente della Repubblica italiana e sfilano in occasione di parate militari e accoglienza di capi di Stato esteri.

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Corazzieri

CREDITS

Autrici e responsabili del progetto: Silvana Citterio, Cristina Cocilovo, Marina Medi, Antonella Olivieri


Autrici - Collaboratrici: Sandra Baricelli per le carte originali, Giuliana Boirivant per “Melodramma e Risorgimento” in Modulo 8 Il Romanticismo, un movimento di libertà e giustizia. Patrioti e intellettuali, artisti e soldati, Adriana Sartori per “Pittura e Risorgimento” in Modulo 8 Il Romanticismo, cit. e alcune biografie.


Curatela e coordinamento progettuale: Silvana Citterio


Implementazione testi: Silvana Citterio, Mattia del Giudice (Fare l’Italia, fare gli italiani: il processo di unificazione nazionale. Moduli 1, 2, 3, 4, 5, 6), Elena Rossi (Fare l’Italia, fare gli italiani: il processo di unificazione nazionale. Moduli 7, 8, 9,10, 11; Fare l’Italia e gli italiani Primaria; Guida docente)


Progettazione: Mattia del Giudice

Copertina: Noa Carpignano (da Carlo Stragliati, Episodio delle Cinque Giornate in Piazza S. Alessandro, Museo del Risorgimento Milano)

Contatti:


silvcitt@gmail.com

milanosifastoriablog@gmail.com

Referente progetto: Silvana Citterio

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