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Sei in: Fare l'Italia, fare gli italiani - Il contesto internazionale. Movimenti e istituzioni - 3 GLI STATI CHE INFLUENZANO IL PROCESSO DI UNIFICAZIONE ITALIANO - Il contesto geopolitico del Mediterraneo durante il Risorgimento

Il contesto geopolitico del Mediterraneo durante il Risorgimento

Consideriamo ora il contesto geopolitico. Durante l’epoca moderna delle grandi navigazioni oceaniche e dei commerci intercontinentali, il Mediterraneo aveva perso il ruolo di mare centrale per l’Europa. Era divenuto piuttosto un mare periferico e per giunta chiuso. La sola via d’accesso era lo stretto di Gibilterra controllato dagli inglesi sin dal 1713 grazie a quanto sancito dal trattato di Utrecht, a conclusione della guerra di successione spagnola. Il canale di Suez fu inaugurato nel 1869, per cui solo negli ultimi decenni dell’Ottocento il Mediterraneo ritornò a essere crocevia commerciale per le navi che provenivano da Oriente.
L’interesse delle grandi potenze era affievolito ancor di più dal fatto che i paesi che si affacciavano su questo mare erano marginali, caratterizzati da un’economia preindustriale e poco espansiva. L’impero dominante era quello turco-ottomano, che da molti secoli controllava il Mediterraneo orientale e tutta la riva sud, escluso lo stato indipendente del Marocco.

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Inaugurazione del canale di Suez nel 1869

Tuttavia già nel corso del Settecento l’Impero ottomano si era indebolito e la sua fragilità costituiva motivo di contrasto per le potenze europee che ambivano ai suoi territori: l’Impero russo voleva ampliarsi da est a danno dei Turchi, l’Impero austriaco da nord. Il culmine della tensione si raggiunse in Europa con la guerra di Crimea (1853-1856) con Inghilterra, Francia e Piemonte alleati della Turchia e contro la Russia.
Inoltre i territori turchi della penisola balcanica erano divenuti sempre più irrequieti e desiderosi di indipendenza, cosa che accadde alla Grecia nel 1829 e, nel corso dell’Ottocento, a Serbia, Romania, Bulgaria, Moldavia, Montenegro. L’Impero ottomano si sfaldò con grande lentezza durante il corso di tutto l’Ottocento fino a crollare nel 1918 dopo la Prima guerra mondiale, rendendo nel frattempo molto instabile l’area che occupava.
L’unica grande potenza che si affacciava sul Mediterraneo era la Francia, perché l’Italia era divisa in microstati e la Spagna era periferica e di vocazione atlantica.
In un simile scenario, il fatto che si potesse formare un grande stato unitario come l’Italia al centro del Mediterraneo destò immediatamente l’attenzione di Francia e Inghilterra. La prima poiché temeva la concorrenza di una nuova potenza mediterranea, date le sue mire coloniali verso la costa africana, e la seconda perché, appoggiando le aspirazioni italiane, avrebbe contrastato l’espansionismo francese.
A questi due paesi dell’Europa occidentale, si affiancarono l’Impero austriaco e la Prussia, che sebbene fossero potenze continentali, non desideravano che una nuova potenza potesse rinforzarsi nel Sud dell’Europa, approfittando delle risorse mediterranee e della debolezza turca.

Attività

Confronta le carte geostoriche d'Europa, relative al 1815 e alla fine del XIX secolo, e svolgi quanto ti viene richiesto di seguito.

  • Individua sulla seconda carta i territori citati nell’unità e con un pennarello riporta i nomi di quelli mancanti.

  • Con un colore differente riporta sulla seconda carta i fatti descritti (guerra di Crimea ecc.).

  • Completa la seguente tabella, relativa ai punti di forza e di debolezza che i seguenti stati potevano trarre dalla situazione del Mediterraneo a fine Ottocento:

  • Fai ora le tue osservazioni, considerando che pochi anni dopo, nel 1914, scoppierà la Prima guerra mondiale, che avrà una delle sue cause proprio nella instabilità del Mediterraneo.

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