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Sei in: Fare l'Italia, fare gli italiani - Il completamento dell’unità e la costruzione dello Stato - 2 SPAZI, TEMPI,  EVENTI - 2.2 Il Sud: brigantaggio, rivolte, nuovi poteri/padroni - L'opposizione al servizio militare

L’opposizione al servizio militare

Il servizio militare di leva obbligatorio era stato adottato nel Regno di Sardegna dal 1854 e, dopo l’unificazione, fu
applicato in tutte le regioni del regno. Già Garibaldi aveva anticipato con il decreto sulla leva obbligatoria (Salemi, 14 maggio 1860) questo provvedimento.
Nel Regno d'Italia appena costituitosi (17 marzo 1861), tutti i cittadini italiani maschi al compimento del diciassettesimo anno di età venivano iscritti in liste di leva nel comune di residenza e, se giudicati idonei, a 20 anni, dovevano compiere il servizio militare. Si voleva con questo mezzo avere un esercito nazionale, ma anche cementare l’unità del paese.

Infatti la leva doveva essere fatta lontano da casa e i giovani avevano la possibilità di imparare a parlare, leggere e scrivere in italiano. Inizialmente la durata era di cinque anni, che fu ridotta a tre nel 1876. Era un periodo molto lungo, specialmente per le famiglie povere che non potevano più contare sulla forza lavoro dei propri giovani. Sia per questo, sia perché la coscrizione obbligatoria era una novità per molte regioni, in tutta Italia furono moltissime le resistenze contro il servizio di leva, anche se le pene per i renitenti erano molto severe.
Nel testo di una canzone e nelle notizie sul giornale «Eco delle Romagne» si possono vedere testimonianze di quella
resistenza.


Vulemu a Garibaldi
c’un pattu: senza leva.
E s’iddu fa la leva
canciamu la bannera.
Lallararera, lallararà.


Vogliamo Garibaldi
ma a un patto: senza leva.
Se poi lui fa la leva
cambiamo bandiera.
Lallararera, lallararà.
(Anonimo)

 


2 giugno 1861
Nella provincia di Macerata, ove pure pretendevasi che la leva fosse così popolare, la maggior parte dei coscritti si è
evasa e passò a Roma. Il corrispondente della Gazzetta del Popolo non vuol dare la cifra dei renitenti, perché ci
sarebbe da restarne spaventati. Nella provincia di Urbino su 1200 iscritti 700 non si sono presentati.

 

 

17 gennaio 1863
Castellammare celebrava con giubilo il sorteggio della leva. Però dei molti usciti dal sorteggio, all’arrivo in Napoli, tutti
ad eccezione di due hanno preso la fuga. Qualche maligno ha ardito buccinare che per gridare: viva la leva, si fossero
distribuiti denari.

 

 

15 giugno 1863
Scrivono alla Gazzetta di Francia: «Palermo, 8 agosto. La coscrizione ha trovato qui un’invincibile ripugnanza, e
l’autorità piemontese, temendo una sollevazione generale, ha dovuto differire l’esecuzione di questa misura. A
Castellammare del Golfo, il giorno dell’estrazione della leva, il popolo si è ammutinato ed ha massacrato 8 carabinieri. A
Licata lo stesso giorno ebbe luogo lo stesso tumulto popolare. Gli ufficiali municipali furono fatti a pezzi. Il malcontento è
al colmo, e l’anarchia non lascia nulla a desiderare. Si cospira apertamente. Non passa giorno in cui in qualche parte
dell’isola si trovi il cadavere di qualche carabiniere.»

 

 

 


Guida alla Lettura

 

1) In quale parte d’Italia, secondo te, si cantava la canzone riportata?

 

2) Perché i coscritti che scappavano da Macerata andavano a Roma?

3) Perché a Castellammare i ragazzi prima sembravano contenti di fare il militare e poi sparivano?

 

4) L’opposizione alla leva in Sicilia si espresse in modo molto violento.

  • Che cosa pensi che avranno fatto i giovani che non si presentavano alla leva?

  • Che cosa avranno pensato le autorità e l’opinione pubblica del Nord di questi comportamenti? Guarda in che anno siamo e collegalo con il fenomeno del brigantaggio.

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