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Cronologia del XIX e del XX secolo relativa all’Italia

1796-1814 Periodo napoleonico

1796 14 maggio: il generale Napoleone Bonaparte entra vincitore a Milano.

1796-1799 Sotto la spinta dell’esercito napoleonico, si formano in tutta la penisola le cosiddette “Repubbliche giacobine” o “Repubbliche sorelle” della Francia rivoluzionaria. Le prime nascono nel Nord Italia: la Repubblica Cispadana in Emilia e Romagna (30 dicembre 1796 – 29 luglio 1797) e la Repubblica Transpadana in Lombardia e Veneto (19 maggio 1796 – 26 giugno 1797), poi riunite nella Repubblica Cisalpina (29 giugno 1797 – 26 gennaio 1802).  
1797 Il 7 gennaio, la Repubblica Cispadana adotta il tricolore bianco, rosso e verde come propria bandiera. Per questo motivo il 7 gennaio è proclamato dal 1997 “Festa del Tricolore”. Quel primo tricolore, a bande orizzontali, è ora conservato a Reggio Emilia. Il 17 ottobre, Napoleone cede la Repubblica di Venezia agli austriaci con il trattato di Campoformio.

1799 I francesi si ritirano dall’Italia, mentre sotto l’attacco dell’Austria e delle forze reazionarie coalizzate, crollano le Repubbliche giacobine: nell’Italia centro-meridionale, la Prima Repubblica Romana (15 febbraio 1798 – 30 settembre 1799) e la Repubblica Napoletana o Partenopea (22 gennaio 1799 – 22 giugno 1799).

1800 Rientro di Napoleone, sconfitta degli austriaci, fondazione della Repubblica Subalpina (attuale Piemonte).

1802 Fondazione della Repubblica Italiana, chiamata poi Cisalpina.

1804 Il 2 dicembre Napoleone viene incoronato imperatore dei francesi nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi.

1805 Trasformazione della Repubblica Cisalpina in Regno d’Italia, embrione del futuro Stato indipendente del 1861. Il 26 maggio Napoleone si incorona re d’Italia nel Duomo di Milano con la corona ferrea, che era utilizzata sin dal Medioevo per chi assumeva il titolo di re d’Italia. Di conseguenza, i territori di quella che era stata la Repubblica Cisalpina vengono denominati “Regno d’Italia”.

1808 Fondazione del Regno di Napoli guidato da Gioacchino Murat, generale e cognato di Napoleone.

1815-1847 Periodo di divisione territoriale e istituzionale della nazione

1815 Napoleone si arrende agli inglesi – si conclude il Congresso di Vienna: l’Italia torna a dividersi in otto Stati, con regime assoluto e sotto il controllo austriaco. A questi va aggiunto il Lombardo Veneto, parte integrante dell’Impero austriaco.

1820-1821 I moti carbonari

La Carboneria è una società segreta, nata nel Regno di Napoli all’epoca di Gioacchino Murat. Dopo la caduta di Murat e l’arrivo dei Borboni si diffonde rapidamente nel resto d’Italia. Organizza moti rivoluzionari indipendentisti che non hanno successo, poiché i carbonari sono aristocratici e ricchi borghesi illuminati, quindi poco numerosi, che per giunta non chiedono l’appoggio delle classi popolari. 

1830-1831 I moti liberali e carbonari

Continuano senza successo i moti carbonari, soprattutto in Emilia-Romagna e in gran parte dello Stato pontificio. Dopo numerose condanne a morte (fra cui quella di Ciro Menotti), si apre la strada alla scelta democratica di Giuseppe Mazzini.

1831 Mazzini fonda la Giovine Italia

La Giovine Italia, associazione politica fondata da Giuseppe Mazzini nel 1831, ha un’ampia diffusione grazie all’omonima rivista che esce l’anno dopo. Il programma della Giovine Italia è di trasformare l’Italia in una repubblica, secondo i princìpi di libertà, indipendenza e unità. Nel 1848 Mazzini sciglie l’associazione, sostituendola con l’Associazione Nazionale Italiana, poi Partito d’azione, che a sua volta dà origine al Partito repubblicano, molto attivo nel Parlamento italiano fino al 1994 circa.

1843 Azione dei Fratelli Bandiera

I due fratelli, Attilio ed Emilio Bandiera, sono nobili veneziani, ufficiali della Marina austriaca. Aderiscono alle idee di Mazzini e cercano di organizzare una rivolta popolare nel Sud Italia. Abbandonati a se stessi dalle popolazioni contadine, sono catturati e poi fucilati dalle truppe borboniche presso Cosenza.

1848-1860 Il processo di unificazione nazionale

1848 Lo Statuto Albertino

Il re di Sardegna, Carlo Alberto di Savoia, concede lo Statuto Albertino. Lo Statuto viene adottato dal Regno d’Italia nel 1861 e rimane in vigore fino all’approvazione della Costituzione della Repubblica il 1° gennaio 1948. Nel 1848 Carlo Alberto dichiara guerra all’Impero austriaco, dando inizio alla Prima guerra d’indipendenza conclusa con la sconfitta nell’agosto del 1848. Venezia insorge e i cittadini proclamano una repubblica indipendente.

1849 Ripresa della Prima guerra d’indipendenza; le repubbliche di Roma e Venezia

Nel marzo 1849 Carlo Alberto riprende la guerra contro l’Austria, ma viene immediatamente sconfitto, abdica e si ritira vita privata in Portogallo. I repubblicani italiani non si rassegnano e fondano due repubbliche gloriose, tragicamente sconfitte in pochi mesi a Roma e a Venezia.

1855 Il Piemonte partecipa alla guerra di Crimea

Nel 1855 il Regno di Piemonte e Sardegna entra in guerra a fianco di Francia, Inghilterra e Turchia contro la Russia nella guerra di Crimea. La partecipazione alla guerra è un espediente del primo ministro piemontese Camillo Benso conte di Cavour per far conoscere in Europa la situazione del Piemonte e dell’Italia. Nella guerra i bersaglieri piemontesi si distinguono nella battaglia della Cernaia.

1857 Azione di Carlo Pisacane

Intellettuale mazziniano, Carlo Pisacane partecipa come volontario alla Prima guerra d’indipendenza e alla Repubblica Romana. In seguito abbraccia anche idee socialiste radicali. Organizza una spedizione per sollevare i contadini meridionali contro i re borbonici, ma non riusce a convincere le masse meridionali che anzi gli si rivoltano contro considerandolo un brigante. Lo trucidano insieme ai suoi nel paese di Sanza, presso Salerno.

1858 Accordi di Plombières

Il primo ministro del Regno di Sardegna, Camillo Benso di Cavour sfrutta la partecipazione del suo Paese alla guerra di Crimea, per denunciare a Francia e Inghilterra l’insofferenza degli italiani divisi in tanti Stati sotto il controllo più o meno diretto dell’Impero austriaco. L’imperatore francese Napoleone III firma nel paese termale di Plombières, un accordo in difesa del Regno di Sardegna se viene aggredito dall’Austria.

1859 Seconda guerra d’indipendenza contro l’Austria

L’Austria aggredisce il Piemonte, i francesi intervengono e scoppia la Seconda guerra d‘indipendenza, che libera la Lombardia. 

1860 Garibaldi e la Spedizione dei Mille

Giuseppe Garibaldi alla guida dei suoi volontari, compie l’impresa di conquistare il Regno delle due Sicilie che dona al re di Sardegna e Piemonte, Vittorio Emanuele II. Si giunge così all’unificazione del paese.

1861-1921 Costruzione del nuovo Stato/nazione, il Regno d’Italia

1861-1876 Governi della Destra storica

1861 Proclamazione del Regno d’Italia; il 17 marzo: prima seduta del Parlamento

Nel 1861, guidato dal re Vittorio Emanuele II e dal primo ministro Camillo Benso di Cavour, si forma il Regno d’Italia dopo gli eventi che portano all’unificazione nel 1859 (la conquista della Lombardia e la cessione di Nizza e della Savoia alla Francia) e nel 1860 (la conquista del Regno delle due Sicilie e l’annessione di Toscana, Emilia, Romagna, Marche e Umbria).

1865 La capitale del Regno d’Italia viene trasferita da Torino a Firenze.

1866 Terza guerra d’indipendenza

Viene così chiamata la guerra di Prussia e Italia contro l’Impero austriaco. Gli italiani ottengono solo sconfitte: a Custoza (vicino a Verona) e presso l’isola di Lissa (con una battaglia navale in Adriatico). Tuttavia, in seguito alla vittoria della Prussia, il Veneto e il Friuli occidentale sono annessi all’Italia. Le uniche vittorie italiane sono merito di Garibaldi e dei suoi volontari in Trentino. La firma dell’armistizio obbliga Garibaldi a interrompere le sue azioni e a tornare indietro. Egli risponde «Obbedisco» con un telegramma.

1868 La tassa sul macinato

Il nuovo Stato italiano è nato con forti debiti. Per ripianare il bilancio dello Stato, il ministro delle finanze, Quintino Sella, istituisce una tassa sulla macinazione dei cereali presso i mulini italiani. La principale conseguenza è l’aumento del prezzo del pane, alimento base delle classi popolari: numerose rivolte scoppiano in tutto il Paese. Il bilancio dello Stato raggiunge il pareggio nel 1876.

1870 Conquista del Lazio. Roma diventa capitale d’Italia

Dopo la sconfitta dell’imperatore francese Napoleone III, che ha sempre difeso l’indipendenza dello Stato della Chiesa fin dal 1848, il Regno d’Italia ne approfitta e conquista il Lazio. Roma è dichiarata capitale d’Italia. Al papa viene riconosciuto il potere spirituale, ma è abolito il potere temporale: gli viene assegnato lo Stato del Vaticano, con la Cattedrale di San Pietro, i palazzi Vaticani e del Laterano, e una rendita annua che non viene accettata fino al Concordato del 1929. Lo Stato del Vaticano è tuttora uno Stato assoluto guidato dal papa.

1876-1896 Governi della Sinistra

1890 Il porto di Massaua diventa capoluogo della colonia italiana di Eritrea in Africa

L’armatore genovese Rubattino nel 1869 aveva acquistato dal sultano locale la baia di Assab, come base per i suoi traffici commerciali. Nel 1882 il governo italiano acquista la baia e la dichiara ufficialmente italiana. Nel 1890 acquista il porto di Massaua e poco dopo l'Eritrea è ufficialmente dichiarata colonia italiana, nonostante la pesante sconfitta delle truppe italiane a Dogali, una località vicina.

1892 Fondazione del Partito socialista italiano

Il 14 agosto 1892 a Genova viene fondato il Partito dei lavoratori italiani, che nel 1895 a Parma prende il nome di Partito socialista italiano. Fra i suoi fondatori si ricorda Filippo Turati, il quale ritiene il socialismo non un movimento insurrezionale, ma un ideale da perseguire attraverso riforme. Sin dalla nascita è un partito attraversato da correnti politiche che danno luogo a espulsioni (come quella di Benito Mussolini nel 1914) e a divisioni (come quella avvenuta nel 1921 con la fondazione del Partito comunista).

1903-1914 Periodo giolittiano

Giovanni Giolitti, uomo politico liberale e insieme progressista, guida l’Italia per circa 10 anni quasi senza interruzioni. È abile nel conciliare i bisogni delle classi lavoratrici con gli interessi dei ricchi borghesi e aristocratici. In questo periodo il parlamento attua riforme sociali sulla tutela della vecchiaia e dei lavoratori invalidi, delle scuole elementari, approva il suffragio universale maschile. Nel Paese si realizza il decollo industriale soprattutto nel triangolo industriale di Milano-Torino-Genova. Nello stesso periodo l’emigrazione italiana raggiunge livelli altissimi (4 milioni in 10 anni).

1905 La Somalia diviene colonia italiana

La Somalia, già protettorato italiano da alcuni anni, diventa colonia italiana nel 1905 dopo un accordo con Inghilterra e Francia che si erano spartite il territorio somalo.

1911 Guerra italo-turca e conquista della Libia e del Dodecaneso

Grazie al consenso internazionale dei principali Paesi europei, l’Italia dichiara guerra all’Impero turco ottomano e conquista la Libia sulla costa africana del Mediterraneo e le isole greche del Dodecaneso (Rodi, Simi, Kos, Patmos e altre). L’occupazione della Libia è difficile e si conclude nel 1931 dopo crudeli repressioni verso la popolazione araba.

1915 L’Italia entra nella Prima guerra mondiale

Dopo un anno dall’inizio del conflitto, l’Italia entra in guerra a fianco degli Stati dell’Intesa (Inghilterra e Francia) contro Austria e Germania. In Italia si contrappongono diverse posizioni politiche: contro la guerra i neutralisti, che sono la maggioranza nel Paese; a favore gli interventisti divisi fra chi vuole partecipare a fianco della Triplice Alleanza (con Austria e Germania) e chi a fianco dell’Intesa, come poi avviene.

1918 Termina la Prima guerra mondiale

Si conclude la più sanguinaria delle guerre combattute fino a quel momento. L’Italia esce vittoriosa, ma i suoi morti sono circa 700.000, gli invalidi e i feriti gravi oltre un milione. Le vittime totali di tutti gli Stati partecipanti sono circa 10 milioni. Più del doppio gli invalidi e i feriti gravi.

1919 Conferenza di pace a Versailles

L’Italia partecipa alla conferenza di pace di Versailles, vicino Parigi. L’Italia ottiene Trentino-Alto Adige, Trieste, Gorizia, l’Istria, Zara e alcune isole dalmate. Nel 1924 la città istriana di Fiume (oggi Rijeka in Slovenia) viene inglobata nei territori italiani.

1921 Fondazione del Partito comunista italiano e del Partito nazionale fascista

Il Partito comunista italiano (PCI), di estrema sinistra, nasce il 21 gennaio 1921 a Livorno separandosi con una scissione dal Partito socialista italiano durante il 18° congresso. Il suo leader è Antonio Gramsci.

I fasci di combattimento, movimento di estrema destra fondato da Mussolini nel 1919, si trasforma il 7 novembre in Partito nazionale fascista. Benito Mussolini è e resta unico leader.

1922-1945 Il governo fascista del Regno d’Italia

1922 Marcia su Roma

Nel mese di ottobre del 1922, un folto gruppo di fascisti, sotto la guida di Benito Mussolini, realizza una marcia su Roma, per conquistare il potere politico, contro un governo ritenuto troppo debole e assoggettato alle richieste dei lavoratori. Il 28 ottobre entrano a Roma e, nonostante un tentativo di reazione del primo ministro Luigi Facta, il re Vittorio Emanuele III incarica Mussolini di guidare il governo. Ha inizio il “ventennio” fascista.

1924 Omicidio dell’onorevole socialista Giacomo Matteotti

Giacomo Matteotti denuncia in Parlamento i brogli elettorali compiuti dai fascisti durante le elezioni politiche del 1924. Viene rapito e assassinato da sconosciuti. L’opinione pubblica accusa Mussolini, che resta in attesa fra le accese proteste degli oppositori. I parlamentari d’opposizione per alcuni mesi, per protesta, si astengono dal partecipare alle attività del Parlamento e si riuniscono in una sala a parte. L’evento prende il nome di Aventino, poiché si richiama alla protesta dei plebei, riuniti su quel colle, contro i patrizi, durante l’antica repubblica romana.

1925 Mussolini proclama lo Stato dittatoriale fascista

In un discorso in Parlamento nel gennaio 1925, Mussolini si assume la «responsabilità politica, morale e storica» della morte di Matteotti e dichiara di trasformare l’Italia in Stato dittatoriale, introducendo «provvedimenti eccezionali per la difesa dello Stato». L’attività parlamentare è sospesa e ogni opposizione al fascismo è dichiarata fuori legge.

1926 Le “leggi fascistissime” e la bonifica integrale

Fra il 1925 e 1926 sono varate leggi contro la libertà di opinione, di associazione e di stampa, come la decadenza di deputati e lo scioglimento dei partiti politici d’opposizione, l’istituzione del Tribunale speciale per la difesa dello Stato, la riorganizzazione dell’apparato dello Stato secondo un sistema detto corporativo, ma di fatto dittatoriale, e altre che via via seguono. Circa 5000 oppositori sono incarcerati o costretti a emigrare. Nello stesso anno prende corpo definitivamente la politica agricola del fascismo, avviata già dal 1923, che porta alla bonifica di molti terreni paludosi, alla fondazione dei consorzi agrari e alla quasi totale autonomia del paese dalle importazioni di grano dall’estero.

1929 Concordato fra il Vaticano e lo Stato italiano

Lo Stato italiano e lo Stato del Vaticano firmano un concordato che riconosce l’indipendenza della Città del Vaticano, assegna un forte contributo al papa per i danni subiti dopo la caduta dello Stato della Chiesa nel 1870, assume per lo Stato italiano le leggi sul matrimonio e sul clero volute dal papa e istituisce l’ora obbligatoria di religione cattolica nelle scuole italiane.

1933 Fondazione dell’IRI

Mussolini fonda l’IRI (Istituto della ricostruzione industriale), un ente statale che acquisisce società industriali e bancarie in crisi. Il suo scopo è quello di salvare il sistema economico italiano paralizzato dalla crisi finanziaria internazionale scoppiata nel 1929. Viene chiuso nel 2002.

1936 Proclamazione dell’impero

La guerra in Etiopia iniziata nel 1935 si conclude l’anno dopo, permettendo a Mussolini di proclamare l’Impero italiano. La conquista del Paese africano suscita attorno all’Italia l’ostilità delle grandi potenze, come l’Inghilterra, che ottiene di imporre sanzioni economiche al nostro Paese. Questo costringe Mussolini ad avvicinarsi sempre più alla Germania di Hitler.

1938 Leggi razziali antiebraiche

Come nella Germania nazista, anche l’Italia approva leggi razziali, volute da Mussolini e controfirmate dal re Vittorio Emanuele III. Nel 1943 ha inizio la deportazione degli ebrei italiani nei campi di concentramento.

1940 L’Italia entra nella Seconda guerra mondiale già iniziata nel 1939

In un infuocato discorso, Mussolini il 10 giugno 1940 dichiara guerra a Francia e Inghilterra a fianco della Germania, che ormai considera vicina alla vittoria. Chiama a raccolta: «Combattenti di terra, di mare e dell’aria. Camicie nere della rivoluzione e delle legioni. Uomini e donne d’Italia, dell’impero e del Regno d’Albania.» Afferma, pieno di retorica, che «La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all’Oceano Indiano: vincere! E vinceremo, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all’Italia, all’Europa, al mondo.» È l’inizio della più grande tragedia del popolo italiano e del suo Paese.

1941 Perdita delle colonie dell’Africa orientale

1942 Sconfitta italo-tedesca in Africa

Nel novembre del 1942 termina la guerra in Africa, in seguito alla sconfitta delle truppe italo-tedesche, che avevano tentato di invadere la colonia inglese d’Egitto nel 1940. La fine della guerra in Africa consente l’invasione angloamericana dell’Italia nel 1943. Fra il 1941 e il 1943, l’Italia perde tutte le sue colonie in Africa.

1943 L’anno della grande prova

Il 10 luglio, gli Alleati sbarcano in Sicilia, i tedeschi si ritirano verso Napoli. Il 25 luglio, Mussolini è destituito e arrestato. Il governo del Paese è assunto dal generale Badoglio. L’8 settembre, il governo Badoglio annuncia l’armistizio tra l’Italia e gli Alleati; le truppe tedesche invadono l’Italia; re e governo fuggono a Brindisi non potendo più garantire la sicurezza nazionale; gli antifascisti organizzano il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN). Il 12 settembre, i tedeschi liberano Mussolini, che il 23 settembre fonda la Repubblica Sociale Italiana a Salò. Il 13 ottobre, il governo Badoglio dichiara guerra alla Germania. Inizia la Resistenza della popolazione italiana contro l’occupazione tedesca.

1945 Liberazione dell’Italia e fine della guerra

Dopo due anni drammatici si conclude la guerra in Italia grazie alla Resistenza partigiana (comprendente combattenti civili appartenenti a organizzazioni politiche contrarie al fascismo e semplici cittadini) e all’avanzata delle truppe angloamericane che insieme conquistano ai tedeschi il territorio italiano. Il 25 aprile i partigiani liberano Milano e il 1° maggio tutta l’Italia è libera. Il CLN, guidato da Ferruccio Parri, assume il governo provvisorio. Viene istituito il Ministero per la Costituente, con il compito di preparare i materiali con i quali la futura Assemblea avrebbe potuto scrivere una nuova Costituzione e di fissare un referendum sul futuro governo italiano.

1946-2002 L’Italia repubblicana nel contesto europeo e mondiale

1946 Vittoria della repubblica (con il 54% dei voti) al referendum istituzionale per stabilire quale forma di Stato, monarchia o repubblica, avrebbe avuto l’Italia. Il re Umberto II di Savoia parte per l’esilio. Nelle stesse votazioni del 2 giugno (ora Festa della Repubblica) viene eletta l’Assemblea costituente.

1947 Trattato di pace: l’Italia perde tutte le sue colonie, l’Istria e le zone di confine con la Jugoslavia e la Francia. Trieste diventerà italiana nel 1955.

1948 Il 1° gennaio entra in vigore la Costituzione repubblicana.

1949 L’Italia entra nella Nato.

1951 L’Italia è tra i paesi firmatari del trattato di Parigi, primo nucleo della Unione europea.

 

1957 L’Italia è tra i paesi firmatari del trattato di Roma che istituisce il MEC.

 

1992 A Maastricht l’Italia è tra i paesi firmatari del trattato di fondazione dell’UE.

 

2002 Il 1° gennaio entra in vigore l’euro, come valuta ufficiale dell’Unione europea. La moneta sostituisce la lira in Italia e le monete circolanti nei dodici paesi europei che da tale data adottano l’euro. Oggi l’euro è la moneta adottata in venti dei ventisette paesi che fanno parte dell’UE.

CREDITS

Autrici e responsabili del progetto: Silvana Citterio, Cristina Cocilovo, Marina Medi, Antonella Olivieri


Autrici - Collaboratrici: Sandra Baricelli per le carte originali, Giuliana Boirivant per “Melodramma e Risorgimento” in Modulo 8 Il Romanticismo, un movimento di libertà e giustizia. Patrioti e intellettuali, artisti e soldati, Adriana Sartori per “Pittura e Risorgimento” in Modulo 8 Il Romanticismo, cit. e alcune biografie.


Curatela e coordinamento progettuale: Silvana Citterio


Implementazione testi: Silvana Citterio, Mattia del Giudice (Fare l’Italia, fare gli italiani: il processo di unificazione nazionale. Moduli 1, 2, 3, 4, 5, 6), Elena Rossi (Fare l’Italia, fare gli italiani: il processo di unificazione nazionale. Moduli 7, 8, 9,10, 11; Fare l’Italia e gli italiani Primaria; Guida docente)


Progettazione: Mattia del Giudice

Copertina: Noa Carpignano (da Carlo Stragliati, Episodio delle Cinque Giornate in Piazza S. Alessandro, Museo del Risorgimento Milano)

Contatti:


silvcitt@gmail.com

milanosifastoriablog@gmail.com

Referente progetto: Silvana Citterio

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