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L’impianto manualistico serve poco
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Bersaglieri e corazzieri
Fare l'Italia, fare gli italiani
Il processo di unificazione nazionale
Sei in: Fare l'Italia, fare gli italiani - Gli stati preunitari: origine, restaurazione, moti liberali - 1 IL TEMA - I moti del 1820-1821 in Spagna
I moti del 1820-1821 in Spagna
I moti del 1820-1821 iniziarono in Spagna, a Cadice, dove il 1° gennaio 1820 alcuni ufficiali dell’esercito, aderenti alla Carboneria e alla Massoneria, si rifiutarono di partire per le Americhe (dove avrebbero dovuto stroncare la rivolta indipendentista di Simón Bolívar) e chiesero una Costituzione simile a quella già promulgata nel 1812 e l’elezione di un Parlamento.
Il movimento liberale coinvolse parte dell’esercito e, dopo iniziali difficoltà in Andalusia, si estese alle città della Galizia, a Oporto e a Lisbona, in Portogallo. Il colonnello Rafael Riego, alla guida del movimento rivoluzionario, riuscì a conquistare la capitale Madrid dove costrinse il re Ferdinando VII a ripristinare la Costituzione del 1812. Nei tre anni successivi la Spagna di fatto fu una monarchia non più assoluta, ma costituzionale.

Autore sconosciuto, Ritratto di Rafael Riego
La Russia e l’Austria (che era intervenuta in Italia nel marzo del 1821) erano lontane e non avevano modo di intervenire nella penisola iberica, ma la monarchia costituzionale spagnola rappresentava comunque un pericoloso esempio in contrasto con il progetto politico sancito per l’Europa con il Congresso di Vienna. Nell’ottobre 1822, al Congresso di Verona, le potenze della Santa Alleanza autorizzarono Luigi XVIII, re di Francia, a intervenire in Spagna per porre fine al regime liberale e costituzionale spagnolo.
Il 17 aprile 1823 l’esercito francese guidato dal nipote del re, il duca d’Angoulême, entrò nei Paesi Baschi e poi in Catalogna, attaccò Madrid e infine Siviglia dove si era rifugiato il governo liberale portando con sé il sovrano, di fatto prigioniero. Con la battaglia del Trocadero del 31 agosto 1823 (alla quale partecipò anche il principe Carlo Alberto di Savoia, erede al trono di Sardegna) i soldati francesi conclusero la campagna di Spagna conquistando poi Cadice e liberando il re. Rafael Riego fu processato per alto tradimento e impiccato. La monarchia costituzionale in Spagna era durata poco più di tre anni.
Luigi XVIII era intervenuto spinto da vari motivi: il re Ferdinando VII di Borbone era suo cugino, ma soprattutto il sovrano francese voleva ritrovare per la Francia e per se stesso un prestigio europeo. E questo poteva avvenire solo dimostrandosi in sintonia con gli orientamenti politici di Vienna: ripristino della monarchia assoluta e repressione delle tendenze liberali. Inoltre gran parte dell’esercito francese aveva pochi anni prima combattuto sotto le insegne di Napoleone Bonaparte e impegnare tale esercito contro la rivoluzione spagnola aveva un grande significato politico sia internazionale sia interno: era la definitiva rottura con l’eredità rivoluzionaria e napoleonica.
In realtà nei mesi successivi al suo ritorno sul trono la repressione di Ferdinando VII fu durissima, molto più di quanto si aspettassero i francesi.
I rivoltosi portoghesi chiesero che il re Giovanni VI rientrasse dal Brasile dove si era rifugiato fin dal 1807 all’arrivo delle truppe napoleoniche.
In effetti Giovanni VI rientrò nel 1821 e concesse la Costituzione dando vita a una monarchia costituzionale che resistette due anni. Il figlio Pedro, principe ereditario, rifiutò di rientrare dalla colonia, anzi vi si stabilì proclamando nel 1822 l’indipendenza del Brasile dopo un dominio portoghese di 322 anni.