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Sei in: Fare l'Italia, fare gli italiani - Gli stati preunitari: origine, restaurazione, moti liberali - 2 SPAZI, TEMPI, EVENTI - 2.2 Il Granducato di Toscana - Il Granducato di Toscana: la Restaurazione 

Il Granducato di Toscana: la Restaurazione 

Ferdinando III tornò in Toscana dall’esilio solo nel settembre 1814. Al Congresso di Vienna, ottenne alcuni ritocchi del territorio con l’annessione del Principato di Piombino, dello Stato dei Presidii e la prospettiva dell’annessione del Ducato di Lucca.

La Restaurazione di Ferdinando III in Toscana fu un esempio di mitezza ed equilibrio: il personale che aveva operato nel periodo francese non fu epurato; vennero mantenute le leggi francesi in materia civile ed economica (tranne il divorzio) e quando si effettuarono restaurazioni si tornò alle leggi leopoldine più progredite, come la soppressione di tortura e pena di morte. Molte istituzioni e innovazioni amministrative introdotte dai francesi furono mantenute tanto da rendere lo Stato uno dei più moderni dell’epoca. Furono riprese con impegno le opere pubbliche: si realizzarono numerose strade, acquedotti e si diede slancio ai lavori di bonifica della Val di Chiana e della Maremma. Lo stesso sovrano Ferdinando III si impegnò personalmente tanto da contrarre la malaria, che lo condusse a morte nel 1824.

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Leopoldo II (1797-1870) assunse il potere e subito dimostrò di voler essere indipendente dalla tutela austriaca, appoggiato in questo dal ministro Vittorio Fossombroni. Proseguì i lavori di bonifica in Maremma, la costruzione di nuove strade, l’avvio delle attività turistiche, l’ampliamento del porto di Livorno e lo sfruttamento delle miniere del granducato.

La Toscana divenne meta e rifugio di molti esponenti della cultura italiana perseguitati o mal tollerati in patria: Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni, Guglielmo Pepe, Niccolò Tommaseo, Domenico Guerrazzi e Giuseppe Giusti. La censura del granducato era mite e tollerante e a Firenze si riuscì a pubblicare per circa dieci anni (1821-1832) la rivista «Antologia» curata da Gian Pietro Vieusseux. La rivista fu soppressa nel 1833 per le forti pressioni austriache. 

Ritratto di Leopoldo II dipinto da Pietro Benvenuti nel 1828

CREDITS

Autrici e responsabili del progetto: Silvana Citterio, Cristina Cocilovo, Marina Medi, Antonella Olivieri


Autrici - Collaboratrici: Sandra Baricelli per le carte originali, Giuliana Boirivant per “Melodramma e Risorgimento” in Modulo 8 Il Romanticismo, un movimento di libertà e giustizia. Patrioti e intellettuali, artisti e soldati, Adriana Sartori per “Pittura e Risorgimento” in Modulo 8 Il Romanticismo, cit. e alcune biografie.


Curatela e coordinamento progettuale: Silvana Citterio


Implementazione testi: Silvana Citterio, Mattia del Giudice (Fare l’Italia, fare gli italiani: il processo di unificazione nazionale. Moduli 1, 2, 3, 4, 5, 6), Elena Rossi (Fare l’Italia, fare gli italiani: il processo di unificazione nazionale. Moduli 7, 8, 9,10, 11; Fare l’Italia e gli italiani Primaria; Guida docente)


Progettazione: Mattia del Giudice

Copertina: Noa Carpignano (da Carlo Stragliati, Episodio delle Cinque Giornate in Piazza S. Alessandro, Museo del Risorgimento Milano)

Contatti:


silvcitt@gmail.com

milanosifastoriablog@gmail.com

Referente progetto: Silvana Citterio

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